La lapidellatura è un tipo di lavorazione che, similmente alla fresatura, permette la finitura superficiale di un materiale tramite abrasione, grazie all’ausilio di una macchina detta lapidatrice. Le superfici che vengono trattate risultano lisce, lucide e planari.

La lapidatrice attua l’abrasione in vari modi:

  • Attraverso polvere o pasta abrasiva, composta da microgranuli di tungsteno, metalli extra-duri e polveri diamantate. Questi componenti sono smossi da tazze metalliche.
  • Attraverso polvere abrasiva emulsionata in acqua, olio minerale o petrolio, anch’essa smossa da tazze metalliche.
  • Mole abrasive composite a tazza a grana finissima.

 

 

Durante il procedimento di lapidellatura, il pezzo da lavorare viene posto su di una tavola e bloccato mediante morsa o un piano a magneti permanenti. Una testa mobile posta sopra la tavola e il pezzo si muove con movimento radiale a bandiera. Dopo ogni passata, il pezzo viene ruotato di 90° e riposizionato, in modo che l’abrasione risulti parallela.

La lapidellatura è utilizzata soprattutto nell’ambito della fabbricazione di calibri, rulli e sfere di scorrimento, piani di appoggio, piani campione, prismi e blocchi di supporto per l’adattamento degli stampi in presse meccaniche o oleodinamiche.