La maschiatura è un tipo di filettatura semplice ed efficiente, molto conosciuta.

Si parla di maschiatura quando si intende un tipo di filettatura “interna” ai fori. Questo procedimento viene svolto da utensili detti maschi, utilizzati per passi più o meno fini. A seconda della loro funzione e del livello di finitura, i maschi si dividono in: sgrossatore, intermedio e rifinitore. Il maschio è disponibile in diversi design, ma più di ogni altra cosa è importante considerare il materiale e la geometria dell’attrezzo, poiché ad ogni tipo di maschio corrisponde un materiale. Un determinato maschio non è quindi efficace con qualsiasi materiale e/o applicazione.

 

 

La maschiatura può essere svolta in due maniere differenti:

  • A mano – Questo tipo di esecuzione richiede tre maschi di ugual misura, che siano rispettivamente sgrossatore, intermedio e rifinitore. Occorre lubrificare il materiale interessato prima di iniziare la lavorazione, anche se alcuni materiali, come l’ottone, possono essere lavorati a secco. Si parte dal forare il pezzo di materiale con una punta del diametro desiderato. Si prosegue poi posizionando il maschio all’imboccatura creata, assicurandosi che l’utensile rimanga coassiale al foro. Conclusa la passata con tutti e tre gli utensili, si ripulisce il foro con aria compressa, per rimuovere ogni residuo di truciolo.
  • A macchina – Questo procedimento è senz’altro più veloce e semplice della normale maschiatura, ed è l’unica alternativa accettabile, quando si parla di produzioni di scala industriale. A differenza di prima, è richiesto solo un maschio anziché tre, perché la macchina che svolge il lavoro (maschiatrice) è indubbiamente più forte e stabile rispetto alla mano dell’uomo.